MODA E BIMBI il colore rosa


Fino a non molto tempo fa, il rosa era un colore associato alla mascolinità, come dimostra un articolo comparso nel 1914 sul quotidiano americano The Sunday Sentinel, in cui si invitava le madri a: usare, per i vestitini dei più piccoli, il rosa per i bambini e il blu per le bambine, se si vuole seguire la convenzione.

All’epoca, infatti, ci si appoggiava all’idea che il rosa, essendo “imparentato” con il rosso, rappresentasse meglio concetti come la forza e il coraggio – che ogni genitore che si rispetti vorrebbe associare al proprio figlio maschio. 

Sempre nello stesso periodo, nel 1918, il Ladies Home Journal così consigliava infatti le sue lettrici: "sul soggetto le opinioni sono diverse e contrastanti, ma la consuetudine vuole che si usi il rosa per i bambini e il blu per le bambine. Il rosa, infatti, è un colore forte e deciso, quindi più adatto ai bambini, mentre il blu, così fine e delicato, è più grazioso su una bambina".

Il rovesciamento di questa convenzione, o consuetudine che dir si voglia, ha avuto luogo negli Stati Uniti dopo la Seconda guerra mondiale, presumibilmente accompagnando il boom economico dei decenni successivi. E da lì, si è espansa progressivamente in tutto il mondo.

Negli anni ’50, Il rosa finì per essere identificato con le donne e divenne onnipresente non solo nell’abbigliamento ma anche nei beni di consumo, negli elettrodomestici e nelle automobili. La bambola Barbie fu introdotta nel mercato proprio in quegli anni e consolidò la femminizzazione del rosa.

Il rosa associato alla femminilità fu fortemente criticato durante gli anni Sessanta e Settanta, con la diffusione del movimento femminista e la messa in discussione dei ruoli tradizionali di genere. Le donne iniziarono ad adottare stili più neutri, privi di dettagli riconducibili al sesso.

Furono gli anni Ottanta a imporre definitivamente l’idea dei colori che marcatamente segnalavano il genere d’appartenenza del bambino o della bambina. In quegli anni scomparvero i vestiti unisex e si imposero definitivamente una serie di stereotipi legati all’infanzia e al mondo dei giocattoli: soldatini e costruzioni per i maschi, bambole e pentoline per le femmine. 

Bellissimo passaggio nel film animazione Disney “la bella addormentata nel bosco” del 1959 dove le fatine buone litigano per il colore del vestito di Aurora… 

“Che sia blu! Che sia rosa! Blu! Rosa!”