Venerati come Dei! I gatti e l'antico Egitto

I gatti nell’antico Egitto erano venerati e onorati, venivano trattati con molto riguardo e come si legge nelle opere di Erodoto, storico greco del V secolo a.C., i gatti tenuti nelle case non solo erano ben nutriti ma anche coccolati.

Questi venivano adorati per come si cibavano e cacciavano i topi, con dedizione e tenacia… Questo era un segno divino, tanto da avere una Dea di riferimento Bastet, la dea gatta con tanto di città apposta per lei, Bubastis a sud-est della moderna Zagazig, dove gli antichi egizi costruirono per lei un meraviglioso tempio chiamato Per-Bast. In suo onore fabbricavano statue e mummie di gatto.

La morte di un micio era sempre una tragedia e sempre dalle opere scritte antiche si evince che i suoi padroni in segno di lutto si rasavano le sopracciglia per poi imbalsamare il cadavere con aromi e procedimenti molto simili a quelli riservati alle persone, deponendo il corpo poi in un sarcofago che ne riproduceva l’immagine.

Un altra procedura di riguardo era far trasportare in cimiteri riservati ai gatti il sarcofago da incaricati dedicati che per legge erano esenti da qualsiasi altro lavoro manuale e venivano scortati dai magistrati.

Nel 1890 furono trovate migliaia di piccole mummie feline nella zona di Bèni Assuan e tante altre necropoli per gatti ad esempio, nella antica città di Bubastis.

Si pensa che in tutto l’Egitto siano milioni le mummie di gatto ritrovate dagli archeologi.

Anche noi, nelle nostre case, veneriamo come nell’antico Egitto il nostro amato micio e lo trattiamo come una divinità!