Il gattaro di Aleppo

Mohammad Aljaleel, detto Alaa e meglio conosciuto come «l’uomo gatto di Aleppo», il suo sogno è salvare i gatti e i bambini orfani.

bambino con gatti randagi in strada 

La sua storia era stata raccontata in un video della Bbc nel 2016, una storia di tenacia e amore nonostante  le avversità e il dramma della guerra vissuti dalla sua città.

L’amore di Alaa per i gatti è iniziato quando aveva 13 anni ed è stato la passione che lo ha guidato per tutta la vita, nonostante nei paesi arabi non ci sia l’usanza di tenere animali domestici. La sua voglia di aiutare i feriti, poi, lo ha portato a rendersi utile in tutti i momenti difficili della sua città: durante i bombardamenti, aiutava i feriti e portava assistenza e cibo agli anziani, senza distinzione se fossero cristiani o musulmani.

Il suo primo rifugio per animali, dove ospitava e curava 180 felini, è stato bombardato durante l’assedio di Aleppo e molti dei poveri gatti sono rimasti uccisi sotto le macerie.

Dopo la caduta della città, nel 2016, Alaa è dovuto fuggire a bordo di un convoglio diretto in Turchia, che lui aveva caricato di feriti e degli ultimi 6 gatti sopravvissuti ai bombardamenti.

Ma in quel Paese Alaa è rimasto il minor tempo possibile: voleva tornare al più presto nella sua città, per poter aiutare gli abitanti umani e animali.

gruppo di gatti salvati ad aleppo

Il suo ritorno ad Aleppo, dunque, è stato segnato dalla voglia di ricostruire: Alaa, insieme a un gatto salvato in Turchia che gli ha fatto compagnia durante il viaggio, ha immediatamente riaperto un rifugio per gatti, in cui aiuta anche i tanti bambini vittime della guerra. Qui cura gli animali, li nutre e insegna ai bambini ad occuparsi di loro, perchè è convinto che per i piccoli sia terapeutico aiutare e stare a contatto con gli animali. Secondo Alaa, infatti, è un modo per distrarli dagli orrori che hanno vissuto e restituirgli il piacere del gioco e dell’infanzia. Il nuovo centro, infatti, contiene non solo un santuario per i gatti, ma anche un orfanotrofio, un parco giochi e una clinica veterinaria.

Adesso, oltre ai gatti e altri animali, come cani, galline, volpi ecc… Il centro di Alaa ospita anche 105 bambini: tutti vengono vestiti, sfamati e vanno a scuola.

La sua presenza nel piccolo centro nella parte ovest di Aleppo è stata una benedizione per tutti gli abitanti: insieme a lui non sono arrivati solo i gatti, ma anche medici, generatori di energia, cibo. In una parola, tutto ciò che la guerra si è portata via e che nemmeno le organizzazioni umanitarie che operano in Siria spesso sono in grado di garantire.

Tutto questo è possibile anche per i tanti aiuti finanziari da tutto il mondo.