I SENSI DEL GATTO - La Vista

Sarà capitato a tutti di stupirsi per come gli occhi dei gatti reagiscano in maniera immediata alla luce.

Al buio e già nella penombra, dove comunque riescono a vedere benissimo presentano un singolare bagliore.

Il gatto caccia di notte, anche se nella totale oscurità non riesce a vedere niente, nella penombra dispone di una vista straordinariamente acuta.

Lo sguardo a volte misterioso del gatto può derivare dal mutevole riflesso che i raggi luminosi provocano sulla retina in base all’angolo di incidenza, sono questi cambiamenti di luminosità a creare il segreto dello sguardo felino! 

Gli occhi del gatto sono in grado di trasmetterci diverse emozioni…

Quelli verde chiaro dei gatti neri manifestano stupore e sconcerto, quelli azzurri dei gatti bianchi sono fissi e glaciali mentre quelli gialli  talvolta ci risultano inquietanti.

L’occhio del gatto, enigmatico al mattino, caldo al pomeriggio o quando tra le palpebre socchiuse si vedono brillare pagliuzze dorate, con le sue pupille fisse e immobili come quelle di un fantasma… Sorprende, cattura e inquieta.

L’occhio del cane può risultare sempre bonario, quello del gatto è, oppure sembra, assorto e malinconico con uno sguardo che disorienta, sia per il suo riverbero metallico in un verde misterioso o in un giallo chiaro e distante, sia perché esprime calore e nostalgia dietro le palpebre socchiuse.

Il gatto ha uno sguardo inconfondibile, che appartiene soltanto a lui.

Uno dei motivi per cui gli egizi veneravano i gatti ritenendoli sacri era che i loro occhi brillavano al buio, credevano che l’occhio del gatto fosse in grado di riflettere il sole non più visibile all’uomo e che il dio del sole Ra combattesse sotto forma di gatto contro le forze malvagie dell’oscurità.

Le pupille dei gatti reagiscono molto velocemente alla diversa intensità luminosa. Al buio si dilatano, per catturare la maggior quantità possibile di luce e in pieno sole si restringono a sottili fessure.

Si dice che l’occhio esprime tutto e per quanto riguarda le emozioni di un gatto è del tutto vero, dalla forma della pupilla si può riconoscere se un gatto è arrabbiato o impaurito e infatti, quando un gatto si concentra su qualcosa, le sue pupille cambiano aspetto, si chiama adattamento e serve per valutare con precisione le distanze.

Questa caratteristica, insieme alla posizione frontale degli occhi (anziché laterale come nel cavallo o nel coniglio), permette al gatto di calcolare esattamente la lunghezza di un balzo per catturare la preda.

Sebbene l’occhio del gatto sia molto più sensibile di quello umano, esso ha una capacità visiva dieci volte inferiore.

Il gatto non ha affatto una visione monocromatica come spesso viene detto: come minimo è bicolore, si pensa che i colori che riesce bene a distinguere siano le tonalità di blu e verde.

In ogni caso, anche se è in grado di riconoscere alcuni colori, questi non gli forniscono informazioni utili, perché quando è a caccia si basa su altri stimoli, ad esempio movimenti e rumori (e le prede raramente hanno colori sgargianti, piuttosto cercano di passare inosservate).

La struttura retinica dell’occhio del gatto è specializzata nel riconoscere il movimento quando deve localizzare la preda…

Se un topo resta immobile, può essere invisibile ed è per questo che molti animali si bloccano quando sono inseguiti: in questo modo sperano di passare inosservati al predatore!

Ma anche se un topo riuscisse a sfuggire al gatto grazie a questo stratagemma, il sistema di riconoscimento del movimento del gatto è straordinariamente raffinato e grazie a esso il gatto non deve fissare ogni foglia e ogni fessura quando è a caccia, gli basta un’unica occhiata per esaminare tutto il giardino o il cortile, perché i suoi occhi non registrano i dettagli statici, bensì riconoscono soltanto ciò che è in movimento. Tutte le altre informazioni sono irrilevanti e vengono tralasciate.